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03/03/2017, 18:48

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 Presentati i dati della campagna “Icaro 16”. Per l’80% degli under 18 superare i limiti di velocità è normale






MARIA TERESA CIRILLO - LEGGO
Rabbia, preoccupazione, distrazione, fretta. E la convinzione, per il 33,5% di un campione di giovani, che gli incidenti siano determinati del destino. Forse la parte più difficile, per chi fa della sicurezza stradale una missione, è proprio il tentativo di convincere i ragazzi di quanto incida, in un incidente, il comportamento scorretto alla guida. Tutto questo emerge dai risultati della ricerca, a cura di Sapienza e Polizia Stradale, presentata ieri dalla Polizia Stradale, rivolta agli studenti delle scuole medie e superiori e collegata alla campagna di educazione stradale "Icaro 16". Senz’altro la più longeva nel panorama delle azioni comunicative volte alla sensibilizzazione sulla sicurezza stradale e anche la più importante. Non fosse altro per l’autorevolezza dei suoi sostenitori, tra cui, oltre alla Polizia Stradale, due ministeri (Istruzione e Trasporti), il Dipartimento di Psicologia de La Sapienza, il Moige, la Federazione Ciclistica, la Fondazione Ania. Tutti impegnati a fare fronte comune sulla formazione nelle scuole, che passa attraverso la comunicazione e l’informazione per attivare quel meccanismo di "comprensione del rischio" che può salvare la vita. Perché, secondo i ragazzi, trasgredire è possibile. A pensarlo sarebbero 8 diciassettenni su 10 che dichiarano di essere "disposti a correre oltre i limiti di velocità" se la situazione lo richiede. Come, ad esempio, se la festa a casa di amici è cominciata e loro sono in ritardo. Ma non è tutto. Sono 6 su 10 i ragazzi che nella stessa situazione di ritardo risponderebbero al telefono, continuerebbero a guidare anche se stanchi, non rispetterebbero le dovute distanze di sicurezza. "Il dato è preoccupante perché, con la giustificazione della fretta o di dover rispondere al telefono, un comportamento scorretto viene ritenuto lecito. Si deroga alla regole perché c’è qualcosa di più importante", ha spiegato Annamaria Giannini, or-dinario di Psicologia giuridica e forense de La Sapienza. Sottolineando anche "La tendenza a provare rabbia e irritazione alla guida da parte del 98% dei ragazzi di fronte a piccole provocazioni: se uno li sorpassa, non rispetta la precedenza o suona il clacson


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