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24/11/2018, 15:43



La-Polizza-TFM-–-Il-Trattamento-di-Fine-Mandato


 Il Trattamento di fine Mandato (TFM) è un’indennità che l’Azienda può corrispondere alla chiusura di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa agli Amministratori.



Il Trattamento di fine Mandato (TFM) è un’indennità che l’Azienda può corrispondere alla chiusura di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa agli Amministratori.

Si concretizza in un accantonamento effettuato dall’Azienda di una parte del compenso annuale spettante all’Amministratore (o in aggiunta ad esso) con il fine di costituire un capitale da liquidare al momento della cessazione del rapporto di lavoro. La logica è la stessa del TFR accantonato per dipendenti, ma i due istituti sono molto diversi in virtù della natura stessa del rapporto di lavoro.

Il TFM rappresenta una forma di "retribuzione differita" e come tale gode di un trattamento fiscale favorevole previsto dal T.U.I.R. (D.P.R. 917/86).


Perché retribuzione differita? Il TFM può essere considerato tale in quanto l’accantonamento presuppone la rinuncia ad una parte del reddito oggi che sarà percepita domani, esattamente come succede per il TFR dei dipendenti.

In pratica la quota accantonata annualmente e destinata al TFM è interamente deducibile dal reddito d’impresa mentre a scadenza i destinatari della liquidazione maturata, ovvero gli Amministratori, godranno della tassazione separata.

nfatti l’Art. 16, comma 1, lettera c) del D.P.R. 917/86 consente di sottoporre a tassazione separata i redditi non percepiti continuativamente e nello specifico fa riferimento alle indennità percepite per la cessazione dei rapporti di co.co.co. (Collaborazione Coordinata e Continuativa) stabilendo che tale tassazione può essere applicata se il diritto all’indennità dell’Amministratore risulta da atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto.

Questa condizione è fondamentale. Nel momento in cui l’Azienda decide di accantonare per gli Amministratori una quota per il Trattamento di fine Mandato devono coesistere due aspetti :

La possibilità di accantonare il TFM deve essere prevista dallo Statuto e quindi deve avere data certa.

L’Amministratore deve iniziare il suo rapporto con l’Azienda successivamente alla previsione dello Statuto.

In mancanza di tali presupposti l’eventuale quota accantonata a TFM non può essere dedotta e la liquidazione a favore dell’Amministratore nel momento in cui terminerà il rapporto di lavoro non potrà essere sottoposta a tassazione separata.

Altro aspetto importante è il rispetto del principio congruità. L’accantonamento destinato al TFM non può superare il 20% o al massimo il 30% del compenso annuo dell’Amministratore. In effetti è poco credibile la circostanza nella quale il compenso annuo ammonta a € 50.000,00 e l’accantonamento a € 40.000,00. In questo modo l’Azienda porterebbe in deduzione l’intera quota che al momento dello scioglimento del rapporto andrebbe in tassazione separata. Questa circostanza rileverebbe, a giudizio dell’Agenzia delle Entrate, una "elusione fiscale" nonostante l’interessante Sentenza della Corte di Cassazione - Sezione Tributaria del 09.05.2002 n. 6599 che è possibile consultare IN ALLEGATO

E’ importante comprendere cos’è il TFM e come funziona prima di parlare delle apposite Assicurazioni a questo scopo dedicate.

Infatti ogni Compagnia di Assicurazioni ha il suo prodotto TFM con caratteristiche ben definite soprattutto in merito alle penali applicabili in caso di riscatto del capitale maturato. Queste non possono essere elevate in quanto non siamo in grado di conoscere, al momento della stipula del contratto, quando terminerà il rapporto di lavoro dell’Amministratore con l’Azienda.

Per il resto la polizza ha le caratteristiche tipiche di un’Assicurazione Vita Rivalutabile e quindi gestisce i premi investendoli nella Gestione Separata di riferimento. L’Azienda sarà Contraente e l’Amministratore o gli Amministratori Assicurato/i e Beneficiario/i.

Come funziona la tassazione del TFM in capo all’Azienda e agli Amministratori? Vediamolo.

L’Azienda porta in deduzione dall’IRES dovuta l’intera quota accantonata ogni anno godendo di un risparmio fiscale non indifferente.

Gli Amministratori, invece, al momento dello scioglimento del rapporto di lavoro incassano un capitale soggetto a tassazione separata, come per il TFR.

L’Art. 18, comma 1 del D.P.R. 917/86 così recita :"L’imposta è determinata applicando, all’ammontare percepito, l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del contribuente nel biennio anteriore all’anno in cui è sorto il diritto alla percezione dell’indennità di fine mandato."






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