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17/04/2018, 12:02



Care-e-con-tante-trappole-le-polizze-per-smartphone


 Il furto non sempre viene risarcito. Il nodo dell’incuria



Sandra Riccio - La Stampa

Molte volte, insieme all’acquisto di un nuovo apparecchio elettronico, ci viene proposta anche l’assicurazione ad hoc. Smartphone, tablet, computer portatili e fotocamere possono costare anche più di mille euro. Metterli al riparo da possibili furti e danni è una necessità sentita da molti. Anche perché basta poco per ritrovarsi con il display del cellulare in frantumi, e le riparazìoni arrivano facilmente a centinaia di euro. La polizza promette di dormire sonni tranquilli.

Costa qualche decina di euro e in molti la cercano. Secondo le analisi di Facile.it, portale di compar azione prezzi e tariffe, dal 2016 a oggi c’è stato un vero e proprio boom di richleste di informazioni su questo tipo di prodotti. In due anni le domande di t utela sulle strumentazioni tech sono lievitate sopra al 150%. Anche i premi da pagare sono più alti. Se due anni fa, una polizza proteggi-smartphone costava intorno ai 60 euro, oggi si arriva a pagare 75 euro. Un costo extra da sommare alle spese già esose per l’ultimo modello di telefonino.

Sono soldi spesi bene? Per capirlo è meglio farsi due conti prima e soprattutto occorre leggersi bene tutta la modulistica e in particolare le clausole di esclusione previste dall’assicurazione.
Cosa c’è da sapere? Leggendo i contratti sugli smartphone, si scopre che il furto non è sempre coperto, e non lo è nel caso in cui il telefonino viene sfilato da borse e bagagli portati o meno dall’assicurato. Stessa cosa in caso di sparizione da abbigliamento e vestiti non indossati dall’assicurato al momento del furto.
Se lo smartphone sparisce dall’auto, per avere i soldi dell’assicurazione bisogna presentare lo scontrino del parcheggio custodito (o dimostrare che la macchina stava nel garage di casa ed era bene al riparo).
C’è da tener poi d’occhio i tanti tetti previsti per gli indennizzi. Il furto non viene risarcito in toto ma all’assicurato andrà soltanto una quota massima che in alcuni casi si ferma a 300 euro.

Le insidie sono molte. C’è da sapere, per esempio, che alcuni servizi non coprono gli eventi accaduti all’estero. Altri prevedono un massimo di eventi coperti riguardo ai danni accidentali (in genere due ogni 12 mesi).
Le trappole stanno anche nella terminologia utilizzata nei contratti. Molte volte il rimborso salta in caso di «incuria». Non viene però specificato che cosa si intenda nel concreto. Insomma prima di sottoscrivere un’assicurazione sul nuovo smartphone o tablet è sempre meglio leggere fino in fondo il contratto. Così si eviteranno le brutte sorprese che si aggiungono al danno del telefonino rubato o danneggiato.


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